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GIANNI GEBBIA SOLO

Alto saxophone

" The italian saxophone player Gianni Gebbia is a homo novus on the free music scene.

He has a brilliant tecnique and uses different reeds instruments special mouthpieces and overtones singing inside the body of the saxophone.His playing is going all trough the history of saxophone:fast be boppish licks, cool gestures and strange sounds are coming out of his instrument in a clear and effortless way.

A name to keep in our minds for the future."

Reiner Kobe " Total music 90 " in Jazz podium 1/91

" Gianni Gebbia takes off his saxophone some interesting new sounds and tones. His solo performance was full of vivid sounds and sudden changes."

Michael Rieth " Der risiko der Freiheit " Frankfurter rundschau 12.11.90

" Some jazz dissidents are taking new inspirations out of folk roots.It's the case of Gianni Gebbia that we saw at the last Total Music Meeting in Berlin."

Ellen Brandt ,Tagesspiegel Berlin

" Everything: from free masters,radical improvisation,ney flute music to unknown ethnical masters comes out in Gianni Gebbia solo with a kind of circular ring shape plus a special mediterranean attractive."

Marco Boccitto

liner notes for Angelica Festival Bologna 1991

" Gianni Gebbia has shown to us a 45 degrees burning versions of Evan Parker kind of solo art."

Markus Muller in Jazzthetik 94

" Gianni Gebbia put together 45 minutes of perfect solo playing with a lot of organic-like structures and tone variations."

Stefano Zenni in Musica Jazz 94

" Gianni Gebbia is provocating the listener since the first notes.The cover of his solo cassette is made with pieces of meccano and corresponds perfectly to his music: a patient construction of simple pieces that slowly goes to his place........."

Philippe Renaud in Improjazz june 95

" A saxophone trip, a discovery of mind and memory,an hypno-imaginary folk with continuous breath and post free kaleidoscopic flights.Immense ! "

Luigi Onori / Extra il Manifesto 1996

" Gebbia is a very intense and passionate player with a brusque gawky sound. His music is based on repetitive textures and bluntly juxtaposed passages of noise and near silence.

He seems to have taken up the challenge posed by Braxton and Evan Parker,not so much in sound as in his approach to structure. He's conscious too that Sicily marks the southernmost point of continental Europe and as such marks at least a metaphoric refocus of the whole diffused mediterranean tradition. "

Brian Morton,The Wire March 1994

" Sound deconstructions as in a futuristic launeddas player pushed to the extreme limits of sounds ! "

World Music magazine 1996

" A saxophonistic trip into Jorge Luis Borges kind of imaginary worlds where Time is suspended and everything happens:

double-triple sounds, infinite circles, launeddas type of melodies........"

Alberto Bonanno in Il Mediterraneo 1996



GIANNI GEBBIA   SOLO

sax alto

Dalla fine degli anni ?80 il sassofonista palermitano Gianni Gebbia ricerca sulle possibilità della solo performance senza l?utilizzo di elettronica ed altre fonti sonore: tra jazz di ricerca, musica contemporanea e risonanze etnicheggianti, il saxofonista ha condensato il suo lavoro in solo in un cd dal titolo Body Limits (1996) per la Splasch records ed un successivo cd dal titolo H Portraits (1998) per la Rastascan di San Francisco. Il suo lavoro in solo si evolve su delle improvvisazioni basate su microstrutture ripetitive e sull'uso intensivo della respirazione circolare (una tecnica utilizzata spesso nelle musiche etniche del bacino mediterraneo e nelle culture extraeuropee) raggiungendo un'illusione polifonica ed altre sorprese sonore tramite l'utilizzo di tecniche atipiche.

Le strutture che si evolvono durante i suoi soli spesso e volentieri, sono state paragonate alle costruzioni escheriane o alla visione dei labirinti borgesiani.

Cominciando utilizzando vari sassofoni ed effetti elettronici, nel corso degli anni Gebbia ha essenzializzato e spogliato il suo lavoro concentrandosi esclusivamente sul sax contralto nella sua totale acusticità, facendo confluire in esso tutte le esperienze sonore derivate dall?uso dei sax baritono e soprano nonché di clarinetto e clarinetto basso, fisarmonica e flauti vari.

Tra le sue influenze principali il sassofonista cita i contatti avuti con il maestro sardo delle launeddas Dionigi Burranca, e l?ascolto di sassofonisti  come Rahsaan Roland Kirk, Evan Parker, Steve Lacy ed Antony Braxton che lo hanno incoraggiato su questa via, ed infine i danzatori butoh giapponesi Masaki Iwana e Tadashi Endo accanto ai quali ha potuto sviluppare la sua musica in solo anche in contesti di tipo teatrale.

Da qualche anno a questa parte Gianni Gebbia é considerato dai critici specializzati uno dei più rappresentativi esploratori della respirazione circolare e delle possibilità multifoniche del sassofono assieme ad illustri colleghi come Evan Parker,John Butcher (Gb) Ned Rothenberg (Usa )e Kang Tae Hwan (Corea). 

Gianni Gebbia si é esibito in solo in numerosi festival in varie città tra le quali Roma, Palermo, Parigi, Bologna, Noci, Ruvo di Puglia, Milano, Sant? Arcangelo di Romagna, Blois, Padova, Torino, Londra, Berlino (Total Music Meeting FMP 1990), Marsiglia (Grim), Bolzano,Bari, Marsiglia, Londra,Toulouse, Rive De Gier, Wuppertal, Sofia, San Francisco, Portland, Vancouver, Oakland, Berkeley, Tokyo, Osaka, Sendai, Hiroshima, Lubjana, New York etc .

Nel 2000 ha tenuto una serie master class sulla solo performance presso il Brooklyn College, Mill?s College di Oakland, il Sonoma State College in California e nell?ambito del festival Time Flies a Vancouver (Canada). Nell?estate del 2000 a Napoli, Gebbia ha accompagnato in solo l?attrice inglese Vanessa Redgrave in un recital di testi sull?esilio, sempre nello stesso anno da ricordare una performance in solo per il Festival di Palermo sul 900.

Nel 2002 è uscito un suo terzo cd in solo per la Rastascan records di Oakland (Usa) intitolato The Tarots session e dedicato alla divinazione realizzata tramite la creazione di una serie di Tarocchi sonori scelti dal pubblico. Da questo solo si è sviluppata una installazione multimediale realizzatasi nel 2002 presso il Micromuseum di Palermo ed il Belluard Bollwerk festival di Fribourg Svizzera.

Numerosi compositori contemporanei sono rimasti affascinati dal mondo solistico di Gebbia: tra essi  il compositore angloamericano Fred Frith che, nel 2002 ha realizzato una pièce dal titolo SEtaccio per quartetto d?archi, elettronica e sax solista che include le improvvisazioni in solo di Gianni Gebbia  prodotta e realizzata presso il Theatre du Chatelet a Parigi. Oltre Frith ricordiamo anche Lukas Ligeti, Federico Incardona, Heiner Goebbels.